La storia di Acquadirose. E del lupo

La storia di Acquadirose. E del lupo

Ci sono storie di principi e di principesse, di streghe misteriose e di pozioni magiche. Ci sono boschi incantati e cavalli bianchi, fiori profumati e incantesimi. Ci sono splendide rose e fiordalisi dai mille petali, piccoli mughetti e fragili campanelle.

C’è Delfina, la dolce principessa, gentile e generosa, e c’è Acquadirose, bella nei suoi rossi capelli lunghi. Ci sono le lacrime di Delfina, che tanto vorrebbe essere bella, e i sorrisi di Acquadirose, che promette di creare profumi magici per far innamorare i principi.

E poi certo che si, che ci sono i principi, d’azzurro vestiti, e i cavalli bianchi, e i castelli incantati. C’è tutto, tutto quello che serve per creare le storie più belle, ci sono tutti gli ingredienti per far nascere bellissimi amori.

C’è tutto, dicevo, o quasi tutto, per me. Perché per me c’è una cosa, che manca. Il lupo, manca il lupo. Se in una storia c’è una casetta nascosta nel bosco, tra gli alberi, allora ci deve essere un lupo. Un lupo, si, un lupo. Proprio come quello dei porcellini, e della nonna.

Perché io non riesco ad immaginarmela, una storia senza un lupo. Ma sì che si può, dite voi? C’è tutto quello che serve, nella storia della principessa Delfina e di Acquadirose, dite? Lo so, avete ragione. C’è tutto, tutto quello che serve, per fare di questa storia una bellissima fiaba. Anzi, vi dirò di più: di lupi, forse, non ce n’è proprio bisogno.

Però insomma, la vedete quella piccola casetta, con la porticina di legno e le finestre piccoline? E li vedete quegli alberi alti alti, che le sono intorno? Ecco, ora provate a guardare bene proprio lì, fra i tronchi: lo vedete, lo vedete anche voi, vero? Ma come chi! Il lupo, non lo vedete? Non lo vedete? Beh, certo che non lo vedete! E’ nascosto, nascosto fra gli alberi. A fare cosa, mi chiedete? Aspetta i porcellini, no?

 

 

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