La febbre delle Feste di Natale

La febbre delle Feste di Natale

Apri una casellina del Calendario dell’Avvento, e fai uno starnuto. Disegna Babbo Natale e le renne, e soffia il naso. Impacchetta un regalo speciale, e tossisci. Metti in forno i biscotti alla cannella, e metti una mano sulla pancia. Accendi la candela profumata, e misura la febbre. 

Oh, trentotto. Anzi no. Trentotto e uno. Due tre quattro. Cinque. Sei? No, sette. E poi otto nove. Nove, si: di trentanove. Ecco perché il naso colava, la gola tossiva, l’occhio lacrimava, e la fronte scottava. Trentanove. Eccola lì, la febbre delle Feste di Natale.

Quella che ti viene a Natale, e poi a Ferragosto. Quando hai già pensato a tutto quello che devi fare e vedere, a chi devi incontrare e salutare. Quando hai già deciso dove andare quando, e chi vedere dove. E invece, l’unica cosa che incontri dove, è lo sciroppo, sul divano.

Tu, e una montagna di fazzoletti. Tu, e un termometro sotto l’ascella. Tu, e lo sciroppo dolce dolce. Tu, e il riso in bianco e la patata bollita. Tu, e quella febbre a trentanove che arriva proprio quando meno te l’aspetti. E proprio quando meno la vorresti, pure.

Ché certo, non è che ci sono momenti in cui sei contento, di avere la febbre. Però ecco, ce ne sono alcuni in cui sei ancora meno contento che altri. A Natale, per esempio. Quando quello che aspetti è la neve, che imbianca gli alberi e i tetti delle case. Quando quello che aspetti è l’ultima casellina del Calendario dell’Avvento, che ti dice che il Natale è quasi arrivato. Quando quello che aspetti è la sera di Natale, e la casa piena di voci, profumi e risate. Quando quello che aspetti è Babbo Natale, con un sacco pieno di regali per i bimbi buoni. E invece, arriva lei, la febbre. La febbre delle Feste di Natale. Mannaggia.

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