La farmacia, ovvero io non ci vengo

la farmacia, ovvero io non ci vengo

– Dobbiamo andare in farmacia, Filippo
– No, mamma.
– Come no, Filippo? Si, che ci dobbiamo andare
– No, e no, e no, mamma.
– Mi spiace che tu non ci voglia venire, Filippo. Ma ci dobbiamo andare.
– Oggi no famacia, mamma. Oggi no.
– Come oggino, Filippo?
– Oggi no, mamma. Domani. Oggi casa, io.

E niente, ci voleva proprio andare in farmacia, quella. E se io non ci volevo andare, lei invece ci voleva andare, Anzi, ci doveva andare. O almeno, così diceva. Io le ho detto no,eno,eno. Ma lei ha detto si,esi,esi. E alla fine ci siamo andati, in farmacia.

Ci siamo andati, anche se io ho pianto. E ho agitato i pugni in aria, e ho battuto i piedi per terra. Ci siamo andati lo stesso, in farmacia. Anzi, ci sono dovuto pure andare con le mie gambe. Un piede davanti all’altro, un passo dopo l’altro, mi ci ha fatto andare. Nemmeno in braccio, mi ha preso, quella lì. Io piangevo, e lei mi guardava. Mi guardava, e stava zitta. Io piangevo, e lei stava zitta. Lì, ferma. E zitta. Poi, mi è venuta vicina, mi ha preso la mano, e mi ha detto adessobasta. Mi ha preso per mano, e siamo andati in farmacia.

Ma come era bella, la farmacia. Io ci ero gia stato, con il mio papà, tante volte. Ma questa è stata la volta più bella di tutte. Io ho dato il foglietto rosso alla dottoressa, e lei mi ha dato un sacchettino. Poi io le ho dato i l soldino, e lei mi ha dato il fogliettino che dice pagato! Poi mi ha guardato, la dottoressa, mi ha fatto un sorriso, e mi ha detto lovuoiunpalloncino,Filippo? E mi ha preso per mano, mi ha portato in un posto segreto, e mi ha dato un bellissimo palloncino blu, con una faccia che ride. Una faccia che ride, come rideva la mia, quando me ne andavo in giro per la farmacia con il mio palloncino blu in mano.

E’ bella la farmacia, mamma. Ci torniamo, oggi?

 

 

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