Il supermercato: banane e pannolini

Con il mio telefono del supermercato in mano, sono pronto per comprare tutte le cose servono. Ecco, io le cose le comprerei tutte, ma la mamma vuole comprare solo quelle che servono. Che poi, chi è che lo decide quali sono, le cose servono? Perché per la mamma ne servono poche, per il papà ne servono tante. Tante, quasi quante ne servirebbero per me.

Però, ecco, ci sono delle cose che non possono mai mancare, nel mio carrello. Le banane, quelle ci devono essere sempre. Io poi l’ho imparato, che sono sulla curva tra le patate e le cipolle, e non me le faccio mai scappare. Mi ci avvicino di corsa, grido nana, e le indico con tutte e due le mani. Le persone ridono, e la mamma mette le banane nel carrello.

La seconda cosa che bisogna comprare sono i pannolini. Ché come si fa, se i pannolini sono finiti? E allora noi ne prendiamo sempre un po’, ché non si sa ma. Da  quando poi ho imparato a chiamarli, i pannolini, la mamma me li compra sempre. Io li chiamo cacca. In realtà lo so, che non si chiamano proprio così, però ho pensato che è un bel nome, no?

E alla fine si va a comprare il pane. Che non è che si compra e basta. Si mangia pure. La mamma ci prova a dirmi lomangiamoacasaFilippo, ma io dico aaaammmm così forte che in pezzetto ne arriva sempre, per farmi stare zitto. O magari anche due. Tre? Solo se c’è il papà…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *