Il signore di buonanotte fiorellino

Ci sono delle sere, tante, in cui appoggio la testa sul materasso, e dormo. E ci sono delle sere, qualcuna, in cui non sono così sicuro, di voler dormire. In quelle sere, la mia mamma mi canta una canzone, per farmi addormentare. Una canzone che parla di fiorellini, telefoni e cieli, di granturco e coperte fredde, di estati finite. Me la canta tante volte, per farmi addormentare. Sempre la stessa canzone, sempre gli stessi fiorellini e gli stessi cieli. Forse pensa che sentendo sempre la stessa canzone, alla fine mi stufi e mi addormenti. In realtà, io mi stufo di sentire lei, che canta sempre la stessa canzone.

Il signore di buonanotte fiorellino

Perché la canzone mi piace, anche se è un po’ corta. Anche se dice sempre le stesse cose. Anche se parla sempre di fiorellini.  Sarebbe più bella se parlasse anche di altre cose, come di fiocchi di neve e di foglie di tè, di monetine e di uccellini che non si fanno male. Per esempio, eh. Un po’ come dice quel signore, che ho sentito che canta anche lui buonanotte fiorellino, come la mia mamma.

Però, ecco, la sua canzone è un po’ diversa. Perché non dice sempre le stesse cose. Non parla solo di uccellini e di cieli, no. Parla anche di stanze e di sogni, di biglietti scaduti e di pioggia. E poi, è un po’ diverso lui, come la canta, la canzone. Perché quando la canta lui, è più bella. Sembra proprio una canzone, la sua. E gli viene bene, a lui. Alla mia mamma, mica tanto. Ci sono delle volte che le viene un po’ male. Che sembra un po’ fastidiosa. E che non ti aiuta mica tanto a dormire.

Però sono sicuro che c’è una cosa che la mia mamma sa fare meglio del signore di buonanotte fiorellino. Le carezze sulla testa. Perché le carezze sulla testa della mia mamma sono le più belle di tutte.

 

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