Il rumore delle foglie che cadono

Il rumore delle foglie che cadono

Sugli alberi, è quello il posto delle foglie. Attaccate ai rami, vicine vicine. Grandi o piccole, lunghe o larghe, tonde o appuntite: è lì che devono stare, sugli alberi. Devono, o dovrebbero. Perché d’inverno no, non ci stanno, sugli alberi. Quando arriva il momento di mettere sciarpa e cappellino, loro decidono che è il momento di scendere, dagli alberi. E di andarsi a riposare per terra.

Sono così quelle che trovo lì, sdraiate. Addormentate. Io vado sempre a guardarle, quando le vedo. Mi avvicino, e le prendo in mano. Sento che fanno criccric, quando le tocco. Criccric come di una cosa che si sta rompendo, in tanti pezzettini piccoli piccoli. Piccoli così piccoli che ti scappano via dalle mani, e non riesci più a prenderli. Scappano e si allontanano, uno di qua e uno di là. E non si possono più mettere insieme, per fare la foglia intera.

Ci ho provato, ma non si attaccano. Nemmeno i pezzi grandi. Se da uno ne fai due, non ne puoi più fare uno. Rimangono tanti pezzetti, che andranno a fare criccric sotto le scarpe di qualcuno. Qualcuno che ci camminerà sopra, e si fermerà per sentire quel rumore, e capire da dove viene. E quando abbasserà gli occhi, vedrà tutti i pezzetti di foglia, e magari li prenderà in mano anche lui, per farne tanti altri pezzettini. Che poi gli scapperanno dalle mani, e se ne andranno lontano. Ancora più lontano.

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