Il cane e la lavatrice

Il cane e la lavatrice

Io ho un cane, bianco, con i pallini neri. E un orecchio bianco e un orecchio nero. Io lo porto sempre all’asilo, a giocare con me e con i miei amici. Giochiamo in classe, in salone, in giardino. Qualche volta anche sul pavimento, nella terra, nell’erba. Così, quello che è successo, è che il mio cane è diventato un po’ marroncino e un po’ grigino.

Allora ho deciso di lavarlo, il mio cagnolino. E l’ho messo nella lavatrice, insieme con le altre cose da lavare. Ce l’ho fatto entrare per ultimo, nella lavatrice, così era vicino al finestrino e poteva guardare fuori. Anche se non so se è riuscito a capire che cosa stava succedendo, fuori. Perché girava, girava, girava, il mio cane, dentro la lavatrice. E se ne andava un po’ a testa in su, un po’ a testa in giù e un po’ a testa di lato.

E mi sa che con tutto quel girare non è che lo abbia capito proprio bene bene, dove era. Mi sa che ha solo sentito un po’ di acqua e un po’ di sapone profumato. E poi, tanta acqua, per togliere il sapone. E poi, gli ultimi giri, veloci veloci veloci. E poi, basta. Poi sono arrivato io, che ho controllato se era pulito, e poi ce l’ho tolto, dalla lavatrice. E l’ho appeso per le orecchie.

Si, l’ho appeso per le orecchie, allo stendipanni. Tra pantaloni, magliette e calzini. Gli ho fatto una carezza sulla testa e l’ho lasciato lì, che penzolava da una parte e dall’altra. Sono tornato il giorno, ed era tutto asciutto e profumato. Pronto per tante nuove avventure!

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