I salti

i salti

Quando mi hanno chiesto che cosa avevo fatto, ho detto isalti! E ho pure fatto vedere come li avevo fatti, quei salti. Con i piedi vicini vicini, ho piegato le gambe, abbassato il sedere, poi ho alzato le mani, e ho detto suuuuuuu! E ho fatto il salto.

Ma non li ho fatti solo così, i salti. Eh già. Così li faccio sempre, i salti. Quelli che ho fatto a casa del mio amico Titto erano salti speciali. Speciali specialissimi.Così speciali che non li avevo mai fatti, io. Non me li aveva mia fatti fare quei salti, la mia mamma. Erano i salti dal divano.

Si facevano così, quei salti speciali. Ci si arrampicava, prima le mani e poi le ginocchia, fino ad arrivare a mettere i piedi. Poi, ci si alzava su, facendo attenzione al quadro che penzolava sul muro. E ci si metteva dritti dritti. Poi ci si guardava intorno, ché non ci doveva essere nessuno vicino. Per non farsi i salti sui piedi, eh.

E poi, si chiudevano gli occhi. E quando si aprivano, ci si trovava con la faccia nel cuscino. Le braccia larghe, e le gambe pure. E la pancia che rideva, rideva, rideva.

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