Halloween, dolcetto o scherzetto?

Halloween, dolcetto o scherzetto?

Io l’ho imparata all’asilo scuola materna, che cosa è la festa di Halloween. O Louin, come la chiamo io. Che mi sembra un nome molto più bello di quell’Halloween che usano tutti. Con tutte quelle lettere strane, a me non è che mi piaccia molto. E invece Louin mi piace, molto. Mi piace perché si mangiano i dolcetti. E le caramelle, e i cioccolatini. E i biscotti, e le torte. Mi piace perché si mangia, Halloween, ecco.

Si, beh, poi ci sono pure gli scherzetti, è vero. Ma a me quelli mica mi interessano. Ché poi mica lo ho capito tanto, cosa sono gli scherzetti. E invece i dolcetti sì che lo so, cosa sono. Certo che lo so, cosa sono. Chi è che non lo sa, cosa sono? Lo so io, e lo sa pure la mia sorella. Ché quando c’è da mangiare, c’è sempre, quella.

Poi si, le zucche. Noi l’abbiamo fatta, la zucca di Luin. Anzi, di Halloween. Le abbiamo disegnato la faccia e i denti, e poi l’abbiamo ritagliata con il coltello. E l’abbiamo messa sul balcone, con dentro una candela che le illumina un sorriso un po’ storto. Noi la guardiamo, la mia sorella le fa ciao con la mano, e lei ci guarda. E sorride.

E si, poi ci sono i fantasmi, e le streghe. E i mantelli, e le scope. E le candele, e le facce colorate. E i campanelli che suonano, e le mani che mostrano cestini pieni di caramelle, e le voci che chiedono dolcetto o scherzetto? E le mamme e i papà che ne prendono grosse manciate, e le aggiungono a quelle grosse montagne che i bambini mostrano a tutte le porte. Sperando di trovare altre mani che abbiano voglia di riempirli ancora un po’, quei cestini. Ché se qualcuno gli dicesse scherzetto, loro proprio non saprebbero che cosa fare.

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