Grosse lacrime e un piccolo ciuccio

Grosse lacrime e un piccolo ciuccio

Piangeva, la mia sorella. Con le lacrime che scendevano giù, sulle guanciotte tonde. E arrivavano al mento, e poi si incastravano nel collo. Grosse lacrime tonde che scappavano via dagli occhi, come se, lì, non ci volessero più stare. E allora se ne rotolavano via, veloci veloci, lasciando un segno lungo sulla sua faccia

Io l’ho sentita, che piangeva. Le sono andato vicino, mi sono seduto lì, di fianco a lei. Le ho fatto una carezza, piano piano, con una mano. Poi, le ho dato un bacetto, con la bocca sulle lacrime. E le ho detto nonpiangere,Sofi! mettendole una mano sui suoi capelli neri. Poi, ho messo il mio naso sul suo. E le ho fatto un sorriso.

Mi ha guardato, lei. Poi ha fatto un respiro grande grande, e ha smesso di piangere. Io ho preso un fazzoletto, e le ho pulito le guance. E pure il naso. E l’ho guardata. Poi, sono andato di corsa fino al suo lettino, ho infilato una mano fra le sbarre, e li ho presi. Il suo ciuccio e il suo coniglietto.

Le ho detto ciuccinoconiglio,Sofi! e le ho messo il ciuccio in bocca; poi, le ho dato il coniglietto. Lei ha ciucciato, un pochino. Poi, ha aperto la bocca, e il ciuccio è caduto giù, e le è rotolato fra i piedi. E mi ha guardato, facendomi in sorriso. Con i suoi due denti, e un po’.

 

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