Di festa e altri malanni

Di feste e altri malanni

Cappellini rossi e bianchi, palline colorate, luci scintillanti. Marionette che raccontavano storie di renne e slitte, bambini e regali. Canzoni allegre e battiti di mani, cori stonate e buffe rime. Maestre sorridenti e amici felici, mamme e papà, fratelli e nonni. Era così, la festa di Natale del mio asilo.

Alberi di Natale speciali e grandi regali fatti con amore. Piccole candele per illuminare grandi pacchetti rossi. Sacchettini bianchi pieni di biscotti cucinati da tante manine. Ecco qui, quello che ho visto.

Perché poi, poi ho vomitato. Due volte. Sulla mamma. Sul maglione e sulla camicia, la prima volta. Sulla giacca e nella borsa, la seconda volta. E pure sui pantaloni e sulle scarpe, un pochino. E nell’orecchio, e nei capelli.

Prima ho pianto, con grosse lacrime rotonde e grandi guance rosse. Con le mani sulla pancia, per abbracciarmi dove mi faceva più male. Poi, mi sono addormentato, con le testa sulla spalla della mia mamma, e le gambe arrotolate.

Sono andato a casa, e ho messo il pigiama. Ho abbracciato il mio Titti, e ho preso la mia coperta calda. Ho appoggiato la testa sul cuscino, e ho chiuso gli occhi. Poi, ho russato, mi hanno detto. Sognando la festa di Natale del mio asilo.

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