Da una parte all’altra

Io so camminare. So andare da una parte all’altra. E vado da una parte all’altra. E da una parte all’altra porto sempre qualcosa. A me piace vedere le cose che sono vicino a me, e ho pensato che anche alle cose piaccia, vedere che cosa c’è intorno a loro. Per quello me le porto in giro. Così esplorano anche loro, con me.

Da una parte all'altra

Prendo una maglietta della mia mamma dall’armadio e la porto sul divano del soggiorno. Prendo i miei pantaloni dal cassetto e li metto sotto il letto. Prendo il mio ciuccio e lo lascio sotto il tavolo della cucina. Prendo il mio flauto e lo metto nel sacchetto con le mollette. Prendo le cose da buttare dal sacchetto delle cose da buttare e le spargo sul pavimento, mettendoci anche i piedi sopra.

Di solito, poi, mentre porto in giro le cose, le agito, anche. Così vedono meglio, no? Soprattutto, agito le cose a cui succede qualcosa, quando le agito. Tipo il bicchiere dell’acqua, soprattutto quando è pieno. Tipo il telefono del papà, soprattutto quando passo vicino alle porte. Tipo le camicie appena prese dal cassetto, soprattutto quando mi capita di camminarci anche un po’ sopra.

Quello che non mi piace tanto è che, poi, le cose, non le trovo più. Perché non so dove sono andate a finire. Non capisco chi ce le ha messe, in quei posti strani. La collana della mamma, vi sembra che il suo posto sia la vasca da bagno? O le scarpe del papà, che ci fanno sotto la sedia della cucina? E il mio pannolino, perché è sul balcone? Perché insomma, se le cose si mettessero al loro posto, si perderebbe molto meno tempo. Giusto, no?

 

4 pensieri su “Da una parte all’altra

  1. Neda says:

    Sempre molto belli i tuoi post. Sei una grande osservatrice del mondo piccolo del tuo bimbo e sai descrivere molto bene questi fatti. Sei molto brava.
    Ciao, auguro a te e ai tuoi familiari, una bella serata.

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