Cosa mi è piaciuto, questa settimana

Cosa mi è piaciuto, questa settimana

E poi, eccomi lì. Con il mio pigiamino con il draghetto sputafuoco, e le calze con le macchinine. Titti in una mano, e la Giraffa nell’altra. Mi avvicino piano piano, zitto zitto. Tocco con le mani, per capire dove sono. Quando sento il letto sotto le dita, mi ci appoggio con tutte e due le mani. Poi, alzo prima una gamba, e poi l’altra. Ed eccomi lì, sul letto. Un piede qui, una gamba lì. Io ci passo nel mezzo. Ecco un sedere, e poi una pancia. In uno spazio fra i due cuscini, appoggio la testa. Poi mi appallottolo, e infilo le gambe sotto la coperta.

Ce l’ho fatta. Dormono, quei due, e non se ne sono accorti, che io sono lì. Anzi, che siamo lì: io, Titti, e Giraffa, tra la mamma e il papà. Che russano, hanno il raffreddore, dicono. E me ne sto lì, fermo, e zitto.

Poi, mi pizzica un piede. E quando lo gratto, mi scontro. Con il ginocchio della mamma, che dice ahia. Poi comincia a toccarmi. La gamba, il sedere, la schiena. Sta zitta, prima. Poi dice chisei. Poi seitu? aggiunge. E allora io lo dico, che sono io: Filli! Macosacifaiqui? dice lei. Iodormoqui, rispondo io.

Voleva riportarmi nel mio letto, a dormire, lei. Ma non lo aveva proprio capito, che di dormire non era più l’ora. Era per quello che me ne ero andato nel loro letto, io. Perché di sonno non ne avevo più. Per niente. Cheoresono? dice. Lesettemenounquarto, risponde il papà. Mmmmmmm, dice lei. E poi mannaggiamanonpuoidormirecheèdomenica. Credo lo dicesse a me, la mia mamma.

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