Cosa mi è piaciuto, questa settimana

Beh, piaciuto non è che mi sia proprio piaciuto. No, direi di no. Diciamo che ho deciso che possa andare bene. Che si possa guardare, qualche volta. Lo prendo in mano, lo giro e lo rigiro, lo apro. Leggo quello che c’è scritto dentro. Una pagina o due, però. Poi basta.

Mi hanno regalato un libro. Giallo. Un libro di una bambina, che si chiama Camilla. Che ha una mamma. Con una pancia che diventa sempre più grande. Grande grandissima. Tonda come un uovo. Un uovo grandissimo, però. Una pancia che ci puoi guardare dentro. E scoprire che cosa c’è, dentro la pancia.

Una pancia in cui c’è dentro un bambino. Piccolo, quando la pancia è piccola. E poi grande, quando la pancia diventa grande. Un bambino che nella pancia si muove, si gira, si rotola. E esplora. Esplora quello che c’è intorno, lo tocca. E quando lo tocca con un dito, si vede quel dito che esplora. Perché sulla pancia della mamma di Camilla compare un bozzetto. E quando apri la pancia, allora lo scopri, che è proprio un dito.

E poi, il libro finisce con il bambino piccolo che dice arrivo. E Camilla che è contenta. Anzi, che diventa contenta, perché prima contenta non è che lo era troppo. Però lo diventa, un po’ contenta. Contenta che non lancia più il suo orsacchiotto sulla testa della mamma, ecco. Mi sembra che si possa dire contenta, no?

 

 

 

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