Cosa mi è piaciuto, questa settimana

Cosa mi è piaciuto, questa settimana

Sono andato a conoscere gli animali, io. Li avevo già conosciuti sul libro, li avevo osservati, li avevo studiati. Sapevo tutti i nomi. No che non li sapevo dire, però li sapevo. Cane, gatto, gallina, cavallo, mucca: li riconoscevo tutti. Dovevo solo conoscerli per davvero. E ieri li ho conosciuti.

Non erano proprio come erano nel libro. Sì, ci assomigliavano, ai disegni che avevo visto, però non è che erano proprio uguali uguali. E poi, alcune cose nel libro non c’erano. Tipo la puzza delle capre. Non c’era mica scritto, che sono un po’ puzzolenti, quelle. Io le avevo viste tutte carine, e mica potevo immaginare che erano così puzzone. Tipo il rumore delle galline. Io sapevo che facevano coccodè, ma mica pensavano che lo facevano tutte insieme. Pensavo che una diceva coccodè, e un altra poi rispondeva coccodè. E invece no, facevano coccodè tutte insieme, e secondo me non si capivano mica.

E poi c’erano i maiali. Ma io ci sono rimasto un po’ male, con i maiali. Avevo anche imparato il verso che facevano, i maiali: sì, quello che sembra un po’ starnuto, che a me che ho il naso tappato mi viene sempre benissimo. E volevo provare a vedere se mi rispondevano, i maiali, quando li chiamavo. Se mi dicevano qualche cosa. E invece niente. Dormivano, quelli lì. Se ne stavano sdraiati al sole nella loro casetta, e non si muovevano. Io lo ho chiamati, e poi lo ho chiamati si nuovo, ma niente. Uno ha mosso un orecchio, e basta. Non sono neanche venuti a salutarmi, quelli. Dite che forse ho incontrato dei maiali maleducati?

Comunque, io ho pensato una cosa. Ho pensato che ora voglio imparare a parlare anche con gli altri, di animali. Così posso essere sicuro, che qualcuno che mi risponde lo trovo.

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