Le coccolatrici

Le coccolatrici

Si chiudono le tende, e si fa buio. Si scaccia fuori il sole, proprio nel momento in cui fa più luce. Si preparano i cuscini, e i peluche da abbracciare forte. Si cerca il proprio posto, e ci si siede per poi sdraiarsi nella posizione che più piace. Si ascolta la storia, una diversa ogni giorno. E poi arrivano, arrivano loro.

Sono le coccolatrici. Che ti si siedono vicino, quando tu sei sdraiato. Che ti sistemano il cuscino, e ti appoggiano il lenzuolo sulle spalle. Che ti avvicinano il peluche, quando non riesci a tenerlo stretto a te. Che ti cantano la canzone, quella dolce dolce per farti addormentare.

E poi, iniziano a farti le coccole. Sulla testa, fra i capelli. Sulle spalle, tonde tonde sulla schiena, e poi su e giù, fino al sedere. Una mano di qua, e una di là. Piano piano, e poi veloce. E poi ancora piano, per tornare ed essere veloci. Piccole manine di bambine che cercano di far chiudere gli occhi sulle facciotte tonde di piccoli bambini.

Quando i grandi si prendono cura dei piccoli, come piccole mamme e piccoli papà. E quando i piccoli si godono le coccole dei grandi, che poi tanto grandi non lo sono nemmeno loro. Quando i bambini si fanno grandi, con il meraviglioso stupore dei piccoli.

Perché  quelle che grandi sono davvero, quelle che sono le maestre di queste piccole classi della scuola materna, guardano la dolcezza di queste coccole, che le bambine grandi fanno ai bambini più piccoli con tutta la cura dei loro cinque anni, e non possono fare altro che sorridere. Scoprendo i sorrisi di chi dorme beato, e i sorrisi di chi è felice nel proprio compito portato a termine.

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