Chi ci ha rotto la macchina, mamma?

Ieri io e la mia mamma dovevamo andare alla lezione di yoga, con la macchina. Ci prepariamo, usciamo presto di casa, arriviamo in strada e mamma comincia a guardarsi intorno perchè non si ricorda più dove ha lasciato la macchina.

Poi la vede, da lontano. Ci avviciniamo e ci fermiamo di lato; io sono pronto per sedermi nel mio seggiolino. Mamma apre la porta e cadono tanti pezzettini di vetro, piccoli piccoli. Anche dentro ce ne sono tanti, sul sedile. Mannaggiailvetrorotto! dice la mia mamma.

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Poi guarda bene anche davanti, e si accorge che di fianco al volante c’è un buco. Non piccolo, no; grande grande. Dal buco escono fuori dei fili, che arrivano fino al sedile. E poi ci sono degli altri pezzi, appoggiati lì.

E così, a yoga non ci siamo andati, perché quella macchina non si poteva usare: mancavano troppi pezzi. Qualcuno li aveva portati via. Dopo avere rotto tutto.

Ma perché ci sono le persone che rompono le cose che sono di altri, mamma? Ora come facciamo noi, che abbiamo la macchina tutta rotta?

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