#lodiceSofia: il cestino dei tesori

Il cestino dei tesori

Cestino dei tesori, lo chiamano cestino dei tesori. Perché si chiami cestino è facile capirlo: è un cestino, come altro si potrebbe chiamare altrimenti? Quali siano i tesori che ci sono dentro, ecco, su quello ci potremmo discutere. Perché ognuno, di tesoro, può avere il suo.

Per me. è un tesoro quello che si può guardare, toccare, rigirare tra le mani, avvicinare alle guanciotte. E poi, assaggiare. Grande o piccolo, morbido o duro, soffice o ruvido. Perché assaggiare è il modo migliore per scoprire. Quando assaggi, prendi fra le mani, avvicini alla bocca, senti sulle labbra. Poi, assaggi.E lì, scopri.

Scopri le cose che sono lì, nel tuo cestino: pigne, tappi, nastri; spazzole, palle, nastri; fili di lana, conchiglie, collane di pasta. Colori, odori, sapori; sensazioni. Come le vedi, come le senti, come le tocchi, come le mangi. Ogni cosa è a sé, ogni cosa è uguale e diversa dalle altre. Ogni cosa è un piccolo grande mondo da scoprire.

Ogni cosa rappresenta qualcosa che devi conoscere, con gli occhi, con le mani, con il naso e con la bocca. Puoi usare tutto quello che hai, per scoprire; puoi decidere di usare quello che preferisci, per conoscere. Puoi anche pensare che ci siano delle cose che no, non vuoi conoscere. Delle cose che hanno un colore che non ti piace, una forma che ti sembra brutta, un odore che ti disturba. O che sono strani, e non sai perché, quando li tocchi, o quando li assaggi.

E scopri, scopri, scopri. Quello che ti piace, e quello che non ti piace. E quello che ti piace così tanto, che non lo vorresti lasciare mai.

 

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