Cronache della buona notte

Cronache della buona notte

– Mamma?
– Dimmi, Filippo
– A me no mi piasce, quetta storia. E’ proprio brutta brutta, mamma
– Ma che dici, che la leggiamo sempre, Filippo! E poi, te ne sei accorto ora che è finita, che non ti piaceva?
– Ne leggiamo un’altra, mamma? Piccola piccola, mamma? Io ho tanta voglia di leggere un’altra storia, mamma…
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Nella testa di una mamma

Nella testa di una mamma

Le stoffe di Natale per il lavoretto della materna. Le fotografie per la riunione del nido. Che è quando, la riunione al nido? Lunedì. Ma lunedì fra tre giorni? E se la baby sitter non può? Devo ricordarmi di chiederglielo, adesso la chiamo. E il commercialista, devo chiamare il commercialista. Non mi devo dimenticare. E di che cosa, poi non mi dovevo dimenticare?

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Pupumba, ovvero le prime parole di una sorella

Pupumba, ovvero le prime parole di una sorella

Li chiama pupumba, lei. O cucumba, non lo so bene. Dice pupumba, e agita le braccia. Agita le braccia, come se avesse le ali. Dice pupumba, e agita le braccia. Sono gli uccelli, i pupumba, per lei. Le aquile che volano nel cielo, i piccioni che camminano sul marciapiede, le papere che nuotano nello stagno: pupumba. E’ così che li chiama lei, pupumba. Per la mia sorella, sono pupumba.

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