Nella borsa di una mamma

Ci trovi tutto, nella borsa di una mamma. Se pensi ad una cosa e ti chiedi se ci sia, nella borsa di una mamma, puoi stare certo che ce la trovi. Anche se usi la fantasia, stai pure sicuro che quella cosa strana strana che hai pensato, c’è. Già le femmine si portano sempre dietro mille cose,  le mamme poi, anche di più.

nella borsa della mamma
E’ per quello che se ne vanno in giro con quelle borse grandi, pesanti pesanti, che le fanno camminare tutte storte. Però puoi stare tranquillo, perché sai che ci trovi tutto, lì dentro. Se hai bisogno di una cosa, lì dentro c’è. Hai il raffreddore e ti serve un fazzoletto? Eccolo! Sei spettinato? Ecco il pettine! Hai male alla testa? Ecco la medicina!

Le chiavi della casa, le chiavi della macchina, il portafoglio con dentro i soldi, gli scontrini e le tessere speciali per tutti i supermercati, gli occhiali per il sole, i fazzoletti, il rossetto per farsi belle e il pettine per sistemare i capelli, un quaderno e una penna per scrivere le cose importanti, il telefono e il filo per caricarlo che non si sa mai. E poi, il ciuccio che come si fa se lo perdiamo, il suo giochino preferito, il suo giochino quasi preferito, il suo giochino e basta, le salviette per pulirsi, il biberon con l’acqua che se gli viene sete come faccio, una bella merenda.

E anche: carte di caramelle mangiate quando io non ero ancora nato, fazzoletti del raffreddore di quest’inverno, una matita senza punta, lo scontrino della spesa.

Io mi chiedo: con le borse piccole, come fanno a decidere cosa lasciare a casa?

 

Mammache?

Questa poi, mi è proprio nuova. Davvero, non l’avevo proprio mai sentita. Non mi sono ancora abituato, è questa la verità. E non so se mai mi ci abituerò. Perché è difficile, abituarsi a queste cose. E a tutta questa fantasia.

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Eh sì, perché ogni giorno se ne inventano una nuova. E poi se la raccontano, una con l’altra. Al parco, al supermercato, in piscina, al bar. Io le vedo, che ogni scusa buona. Che non stanno mai zitte. E quando sono zitte, scrivono. Scrivono velocissime, come se non ci fosse mai tempo. Come se dovessero farlo per prime. Scrivono sempre, scrivono qualsiasi cosa. E fotografano, fotografano tutto. Nulla sfugge.

Ecco che cosa si sono inventate, ora. Una cosa strana, non so neanche bene come si dica. E soprattutto, non so bene che cosa voglia dire. Fanno le blogger. Scrivono i post, e i tuit. Taggano le foto, ci mettono gli asctag. Commentano, perché hanno sempre qualche cosa da dire. Questo però perché sono donne, non perché sono blogger.

E poi, si incontrano, tutte insieme. Io lo so, che ora stanno per incontrarsi. Stanno uscendo di casa, pronte per andare. Io, fossi in voi, starei attento. E le lascerei andare. Qui.

 

Mamma, ti devo spiegare come funziona laggiù…

Cara mamma,

mi sa che te le devo spiegare io, un po’ di cose, perché mi sembra che tu sia un po’ confusa. Non riesco a capire come sia possibile: mi sta venendo il dubbio che tu sia fatta diversa, lì sotto. Altrimenti, non so proprio come mai tu sia così imbranata. Papà è molto più bravo invece. Mi spiace, mamma, ma papà sembra capirmi molto meglio.

pannolino

Io le vedo benissimo le facce che fai, tutte le volte che mi apri il pannolino. Mio guardi come se, lì dentro, avessi trovato delle cose che non ti aspettavi. Sembra che tu non sappia bene cosa fare, e come farlo. Ti comporti come ci fossero degli strano oggetti misteriosi, lì sotto.

Per non parlare, poi, di quando mi lavi. Ma allora, vuoi fare piano? Sui saponi per bimbi c’è scritto delicato, vorrà dire qualcosa, no? Ora, capisco che la pulizia è importante, e tu vuoi essere proprio sicura sicura che io sia bello pulito, però potresti fare piano? Te lo chiedo per favore. E poi, ti svelo un segreto, che ti può servire quando mi metti la crema: non scotta nulla laggiù, sai? Non è che se avvicini il dito ti bruci, eh?

Certo che, dopo tutto questo tempo, delle cose dovresti averle capite, però…Ah, tu stai aspettando che io impari a fare tutto da solo? E nel frattempo? Ah, chiedo a papà?

 

La regina del parcheggio

Cara mamma,

devo dirti una cosa, promettimi che non ti arrabbi: tu, a guidare la macchina, non sei mica tanto capace. Ci sono delle cose in cui sei più brava. Quasi tutte, direi.
Va bene, malamacchinaègrande, nonlhomaiguidataprima, questemacchinemoderne. Hai anche tu le tue ragioni. Però, a guidare, non sei mica tanto capace lo stesso.

MACCHININE

 

Già siamo partiti male, perchè non ti ricordavi più dove avevi parcheggiato la macchina: ci abbiamo messo dieci minuti, a trovarla. Siamo andati fino in fondo alla strada, per poi scoprire che era sotto casa. Poi, dovevi andare indietro, e invece la macchina è andata avanti. E no, non era colpa sua, mamma. Sei tu che le hai detto di andare avanti, non dire bugie. Io ti capisco, perchè anche io vorrei tanto andare in avanti e invece va a finire che vado sempre indietro; però non dico che è colpa del pavimento.

Quando dovevi girare, hai lavato il vetro davanti, e pure il signore con la bicicletta che ci è passato vicino. Non ha fatto la faccia contenta, sai? E poi non capivi perchè la macchina si è spenta da sola, quando aspettavamo la lucina verde per partire: lemacchinemoderne, eh? E lì hai fatto arrabbiare qualche altro signore, prima di capire come fare per ripartire.

E comunque mamma, non ti preoccupare: che non riuscivi a mettere la tua macchina dove c’era quella macchina grande grande che aveva dentro tante persone non lo dico a nessuno, va bene?

 

La legge della mamma

La mia mamma mi ha insegnato che ci sono delle leggi che si devono sempre rispettare. Sono le leggi della mamma. E la mamma è il capo.

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Non si può ciucciare il pollice. Per nessuna ragione. Perché altrimenti si stortano i denti. Ma quali denti, che ne ho due, piccoli piccoli. Perché altrimenti ci si abitua. E che problema c’è? Perché altrimenti c’è il ciuccio. Ma il dito è più buono. No, il ciuccio, che è buonissimo. E pazienza…

Si mangia tutta la pappa. Ma proprio tutta. Il problema non è tutta, il problema è la pappa. Con tutte le cose che ci sono da mangiare, non posso mangiare una di queste? È che a me le cose tutte mischiate non mi piacciono proprio. Capisco che così lì dentro c’è tutto, però non si potrebbero avere le cose divise, così si capisce cosa si mangia? Ah lo ha detto la pediatra…

Non si frigna. Mai, mai, mai. Per nessun motivo. Perché non c’è motivo di frignare. Mai, mai, mai. Frignare non serve a nulla. Mai, mai, mai. Si possono trovare degli altri modi, piuttosto che frignare. Anche se frignare di solito funziona?

Poi ci sarebbero anche le leggi del papà. Ma quelle non sono importanti. Così dice la mamma. Che è il capo.

Tempo di mamma

Mamma, io l’ho capito, sai? Tu vorresti avere un po’ di tempo per te, e solo per te. Per fare quello che ti piace,  quello che hai voglia di fare. Quello che vuoi fare da sola. O anche quello che devi fare, e non riesci mai a fare.

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Ti piacerebbe avere del tempo per fare un bel bagno caldo con la musica e le candele, o anche solo per lavarti i denti di sopra e quelli di sotto in una volta sola, senza venire a vedere perché faccio rumore o perché non lo faccio. Vorresti poter stare sul divano a guardare alla televisione quelle signore che si provano abiti bianchi, lunghi e sberluccicanti e poi piangono, o anche solo accendere la televisione giusto per vedere se funziona ancora.

Pensi che sarebbe bello, la domenica, fare qualche volta colazione a letto, e non farla fare solo a me; poi sogni di svegliarti il sabato mattina, ricordati che è sabato e girarti felice sull’altro fianco per continuare a dormire, senza avere una sveglia che fa uhuhuhuahahaha dalla stanza di fianco, tutti i giorni alle 6.30

Io l’ho capito, mamma. E allora facciamo così: la pipì te la faccio fare tranquilla, però il bagno con la musica e le candele te lo scordi, va bene?