Casa dolce casa

Io sono stato al mare. Facevo i bagni, giocavo con la sabbia, andavo in giro con il costumino a righe, diventavo color gianduiotto: mi piaceva. Poi, sono tornato a casa. Nella mia casa. Quella in cui stavo prima di andare al mare.Casa dolce casaAll’inizio non lo avevo capito, cosa stava succedendo. Però ho capito che qualcosa stava succedendo, quando la mamma ha cominciato a mettere tutte le cose nelle valigie, e nonnoC a mettere tutte le valigie in macchina. A cercare di mettercele, all’inizio. Metti questa togli quella, tira su metti giù, alla fine ci sono state, tutte. Quindi ho capito, che se tutte le mie cose andavano da qualche parte, anche io andavo da qualche parte.

Dove, l’ho capito solo quando siamo arrivati. E ho riconosciuto la mia casa. Prima il fuori, poi il dentro. E ho ritrovato le mie cose, come le avevo lasciate. O quasi: perché io le avevo lasciate tutte sul pavimento, e qualcuno le aveva messe tutte a posto. Ma erano lì. Il trenino, la palla, il carrellino di legno. I cagnolini morbidi, gli omini che girano con la musica, i pezzetti che si incastrano: tutti lì, che mi aspettavano. E poi la mia cameretta, il mio lettino, il balcone con le piantine verdi. Che però erano un po’ gialle. Si vede che avevano cambiato colore anche loro, come me, che da rosa sono diventato marroncino.

È stato bello, rivedere tutte le mie cose. Mi è piaciuto, sapere che erano lì che mi aspettavano. Che si chiedevano quando tornavo, perché avevano voglia di giocare con me. Che volevano che tornavo, perché si sentivano un po’ sole. Che erano felici di vedermi, quando sono tornato. È bello sapere che c’è un posto che ti aspetta, da qualche parte. Ed è bello sapere che c’è qualcuno che ti aspetta, da qualche parte.

 

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