Buongiorno, sorella

buongiorno, sorella

Mi sono avvicinato zitto zitto, e ho visto una grossa testolina che si muoveva. Si girava di qua, e poi si girava di là. Due grossi occhioni mi guardavano nel buio, un piccolo sorriso sdentato si apriva fra due guanciotte tonde. Mi ha visto, mi ha guardato, ha cercato di avvicinare la sua mano alla mia faccia.

Io sono andato a prendere la mia sedia rossa piccolina. L’ho presa e l’ho portata vicino al lettino della mia sorella. Poi, ci sono salito sopra. Ho allungato la mano, le ho fatto una carezza. Lei mi ha guardato, e ha riso. Poi, mi sono messo sulle punte dei piedi, per cercare di darle una bacio. Mi sono stirato, mi sono allungato, ma proprio non ci arrivavo, alla sua guancia.

Ci h pensato e ci ho ripensato, ci ho pensato e ci ho ripensato. Poi, ho deciso che cosa avrei dovuto fare. Ci sarei dovuto entrare anche io, nel letto, con la mia sorella. E così ho fatto. Ho spinto con le gambe, ho tirato con le braccia, e sono rotolato. Ci siamo trovati così, vicini vicini, uno di fianco all’altra. Ci siamo guardati, ci siamo sorrisi. Poi, ci siamo dati i baci sulle guance. Io a lei, e lei a me. Tanti tantissimi.

 

 

2 pensieri su “Buongiorno, sorella

  1. Hermione says:

    Mi vengono le lacrimucce agli occhi, perché mi fai ricordar di quando anche i miei bimbi avevano la vostra età e si comportavano come voi.
    Certo, adesso è un susseguirsi di rincorse, spintoni, botte e “mamma mi ha fatto questo” “mamma mi ha detto quest’altro”. Però, sotto sotto, sospetto che l’affetto sia rimasto immutato, solo ha trovato altri modi bizzarri per manifestarsi. Me lo dicono certe risate squillanti che i due riescono a fare quando sono insieme…

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