#lodicelamamma: buonanotte, piccolino

#lodicelamamma: buonanotte piccolino

Io accendo la luce sul mio comodino, sistemo il cuscino, preparo la coperta. Lui corre nella sua camera, si ferma davanti alla sua piccola libreria, e si sofferma a guardare i dorsi di libri che ormai conosce bene. E ne sceglie uno, o due, qualche volta tre. Poi, corre sul letto, e si sdraia di fianco a me. Un cuscino per due teste, una coperta per due pance. Io e lui, così, vicini vicini.

E’ il momento che chiude le nostre giornate, e che inizia la sua notte. Un piccolo libro letto e raccontato, che diventa il pretesto per trascorrere qualche momento noi, solo noi. Lui, che mi spiega con le sue buffe parole quello che ha fatto durante le giornata che sta finendo; io, che gli faccio domande perché per lui sia più semplice raccontarmi che cosa è successo. Ed in mezzo lui, il libro. Che guardiamo, osserviamo, scopriamo, girando le pagine avanti ed indietro, indicando le immagini e i disegni. Leggiamo la storia che qualcuno ha pensato per noi, oppure inventiamo la nostra, di storia.
Sono tanti i modi in cui leggiamo, io e Filippo. Ci sono le volte in cui poggia la testa sulla mia spalla, e lascia che sia io a leggere la storia che lui ha scelto; ci sono le volte in cui è lui a raccontare a me cosa succede tra le parole e i disegni, e gira le pagine seguendo un criterio che solo lui conosce. Oppure, guarda le immagini, in silenzio, indicandone parti e dettagli, con un dito piccolo e cicciotto.
Poi, quando lo decide, chiude il libro. E mi dice “mamma, nanna” prendendomi per mano e portandomi nella sua camera, fino al suo letto. Allunga le braccia, mi porge le mani, ci diamo un bacio, e, per lui, arriva l’ora di dormire. E allora buonanotte, piccolino.

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