Il bambino nella pancia

Il bambino nella pancia

Allora, diciamolo subito: non c’è nessun bambino in nessuna pancia, qui. Così, ecco, lo sapete tutti. O almeno, non c’è per davvero, un bambino nella pancia. Perché per finta si, che c’è. O almeno c’è stato, per un po’. Qualche minuto, diciamo. Il tempo di giocare al dottore.

– Giochiamo che tu sei malata, mamma?
– Va bene, io sono malata, e voi mi curate, bimbi?
– Si noi siamo i dottori, mamma
– Perfetto, allora mi sdraio sul divano, e voi mi curate, occhei?
– Si, sdraiati lì, e noi ti curiamo. Dove hai male, mamma?
– Ho male alla pancia, dottor Filippo. Tu sei il dottor Filippo, vero?
– Si, e Sofia è l’aiutante dottore. Adesso ti visito la pancia, mamma

– Me la visiti con lo stetoscopio, Filippo?
– Ma quello serve per il cuore, Filippo! Dove è il cuore, mamma? Qui?
– No, lì c’è l’ombelico, Sofia. Il cuore è un pochino più in alto. Ecco si, lì. Lo senti battere?
– No, mamma. No batte, il tuo cuore
– Allora mi sa che abbiamo un problema, Sofia
– Io devo visitare la pancia, mamma!
– Hai ragione Filippo, io avevo male alla pancia
– Ho capito, mamma, perché hai male alla pancia. C’è un bambino nella pancia, mamma! Nella tua pancia! Ce lo ha messo il papà?
– Un bambino? Sei sicuro, Filippo?
– Si, mamma, guarda, ti faccio il disegno. Questa sei tu, mamma, vedi? E quella tonda è la tua pancia, con dentro un bambino. Ti assomiglia mamma, vedi?
– Beh si, in effetti mi assomiglia proprio…
– Si si, e adesso vuole uscire, mamma!

– Come vuole uscire, Filippo?
– Si che vuole uscire, mamma! L’ho sentito!
– Ah te lo ha detto, che vuole uscire?
– Anche io ho sentito, mamma!
– Che lo avessi sentito anche tu non avevo dubbi, Sofia
– Ti devo tagliare la pancia, mamma, per far uscire il bambino
– Sarò contento il ginecologo, il terzo cesareo in quattro anni…
– Come, mamma?
– Niente niente, Filippo, taglia pure la pancia

– Eccolo, è uscito!
– Che bello, bimbi! E’ nato il vostro fratellino! O è una femmina?
– Una femmina, mamma! Guarda, è Giulia, la mia bambola, mamma!
– Ah, una bimba, quindi
– Come fai a sapere che è una bambina, Sofi?
– Pecchè è Giulia, Filippo!
– Ah, occhei

– Beh, bimbi, e ora che cosa ne facciamo di Giulia?
– Niente, mamma. Mettiamola lì. Io non voglio più giocare al dottore, adesso. Giulia mettiamola lì, io voglio fare una ferrovia lunghissima
– Anche io la ferrovia, Filippo
– Ecco, la ferrovia è sempre una buona idea, bimbi

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