Ba-na-na

Mi sa che la stanno prendendo sul serio, quelli lì, la storia che sono pigro. E che devo smettere di pigro e iniziare a parlare. Ora continuano a dirmi quellaèunasedia, sichiamapalla, melaripetimela. Così, tutto il giorno. E io mi sono un po’ stufato. Ma quello che mi hanno fatto oggi a cena, la mamma e NonnaG, mi ha fatto capire che non era nulla, quello.

Ba-na-na

Io avevo mangiato il mio piatto di riso, ma avevo ancora fame. E allora mi sono messo a guardare la frutta, indicandola con il dito e facendo uhuhuhuh con la voce. E lo hanno capito, che io volevo la banana. Me l’hanno data, e io ero contento. Ho cominciato a mangiarla, un pezzetto per volta. Anche due, a dire il vero. O tre, qualche volta. L’ho mangiata una volta, e poi ancora un’altra. Mi ricordavo che ce n’era ancora, lo sapevo. Era lì sul tavolo, vicino al piatto. Era lì prima, e poi non c’era più.

Io la cercavo, e non la trovavo. Dietro il piatto, niente. Sotto il bicchiere, niente. Nelle mani della mamma, niente. Non c’era proprio più. Ma io sapevo che ci doveva essere. E allora quelle due lì hanno cominciato a dirmi di provare a chiamarla, la banana,  ché magari sarebbe venuta fuori. E continuavano a ripetermelo. Ba-na-na. Ba- na-na. E allora ho dovuto dirlo anche io, banana. E, come per magia, la banana è comparsa. Ma non è che era sparita, eh. No, no. Se l’era rubata NonnaG, e io non me ne ero accorto. Mi sa che dovrò state attento a quella lì, la prossima volta. Sennò, chissà cosa mi ruba!

 

2 pensieri su “Ba-na-na

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