A piedi nudi d’estate

A piedi nudi d'estate

D’estate i piedi si spogliano delle scarpe che li proteggono e delle calze che li scaldano per poter conquistare la libertà di sentirsi liberi. Assaporando l’aria fresca che li accarezza, la semplicità di potersi muovere e la meraviglia di poter sentire: pavimenti freschi e lisci, viali ruvidi di ciottoli, prati di erba pizzichina, sabbia che scorre fra le dita.

E poi, il caldo del sole che li scalda, il fresco dell’acqua che li rinfresca. Camminando su superfici conosciute e correndo su terreni mai esplorati, arrampicandosi sugli alberi e saltando nelle pozze d’acqua, toccando foglie secche che scricchiolano e pestando rametti dispettosi. Finalmente liberi di poter sentire.

Piccoli piedi stupiti e perplessi, che scoprono sensazioni nuove e sconosciute. Che si abituano con facilità alla gioia di camminare, correre, saltare. Abbronzati dal sole, sporchi dalla terra. Pieni di foglie ed erba, sabbia e polvere, bagnati di mare e di lago e asciugati dal vento. Imparando a conoscere tutto ciò che le suole delle scarpe sono abituate a pestare.

Piedi nudi che si appoggiano timidi dove non erano mai stati prima. Prima un dito, poi due, per sentire l’effetto che fa. E per capire come sia, questa sensazione che si prova. Poi le altre dita, fino al tallone, prima un piede e poi l’altro. Camminando, e poi correndo. Guardando dove si va, per cercare terreni simili e per provare superfici nuove.

Facce perplesse che diventano sorrisi, oppure facce buffe che si fanno preoccupate. Piedi che scappano via e se ne tornano indietro, per ritrovare appoggi sicuri. Piccoli piedi nudi, rotondi e cicciotti, che diventano neri di giochi e scoperte, e che puliti proprio non sembrano volerci rimanere.

 

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