La pelle dei bambini e quello strano prurito

La pelle dei bambini e quello strano prurito

Rosa, come la pelle di un bambino. Come quelle piccole guanciotte morbide, quei nasini all’insù, quelle gambotte piene di pieghe, quei piedini tondi. Morbido, come la pelle di un bambino, che ricorda un letto nel quale lasciarsi andare ai sogni più belli, una bagno pieno di schiuma soffice. Profumato, come la pelle di un bambino, che sa di latte e biscotti, di creme e saponi che sanno di buono.

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Cronaca di una mattinata di mare

Cronaca di una mattinata di mare

Andiamo al mare? No. Come no? Io no voio andare al mare. E che cosa vuoi fare? Voio stare a casa. No io ci voglio andare al mare, mamma. Devo fare i tuffi. E io no voio. Ma dobbiamo cercare le conchiglie. Va bene, voio.
Perfetto, allora andiamo. Mi scappa la cacca! Ma come, adesso ti scappa? Tantissimo mi scappa. Va bene, vai. Ti aspettiamo qui. Io ho sete, mamma. Voio acqua fredda. Ecco a te un bicchiere di acqua fredda. Possiamo andare, adesso? Si, andiamo.

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Come guidare il camion dei pompieri

– Ehi, mamma
– Dimmi, Filippo
– Ho pensato che non voglio più farlo
– Che cosa è che non vuoi più fare, Filippo?
– Da grande, mamma, non voglio più farlo
– Va bene, Filippo. Ma che cosa non vuoi più fare?
– Non voglio più fare quello che guida il camion della spazzatura
– Ah, no?
– Eh no, mamma.
– E perché no, Filippo?
– Perché non lo voglio guidare più, il camion della spazzatura!
– E che cosa vuoi guidare, Filippo?
– Il camion dei pompieri!

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