Pupumba, ovvero le prime parole di una sorella

Pupumba, ovvero le prime parole di una sorella

Li chiama pupumba, lei. O cucumba, non lo so bene. Dice pupumba, e agita le braccia. Agita le braccia, come se avesse le ali. Dice pupumba, e agita le braccia. Sono gli uccelli, i pupumba, per lei. Le aquile che volano nel cielo, i piccioni che camminano sul marciapiede, le papere che nuotano nello stagno: pupumba. E’ così che li chiama lei, pupumba. Per la mia sorella, sono pupumba.

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#lodicelamamma: capricci

#lodicelamamma: capricci

Le lacrime rotolano giù dalle guance, la bocca ripete sempre no, i pugni si agitano in aria, i piedi sbattono per terra. E le orecchie non vogliono ascoltare. La voce si rompe dicendo mille volte le parole che raccontano quel suo piccolo grande disagio, le mani allontano chiunque provi ad avvicinarsi, le gambe cercano di correre via. E le orecchie non vogliono ascoltare.

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