Il supermercato: telefoni e carrelli

A me sì che piace, andare al supermercato. Ci sono tante cose divertenti da fare, e tante persone simpatiche con cui parlare. Un giorno ho incontrato un signore del supermercato. Come faccio a saperlo, che era un signore del supermercato? Perché aveva quel buffo cappellino e quegli strani pantaloni a quadretti che hanno i signori del supermercato. Si era seduto fuori, e stava giocando con il telefono. Allora io sono andato subito a vedere, e mi sono messo a controllare cosa stava facendo. Lui mi si che si è un po’ intimidito, perché ha messo il telefono nella tasca dei suoi strani pantaloni, e mi ha fatto un sorriso a metà. E poi è entrato, dalla porta che si apre da sola.

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I vestiti piccolini

Le prendo, e le metto vicine. Una di fianco all’altra. Quelle del papà, quella della mamma, le mie. Grandi, medie e piccole. Così come grandi, medi e piccoli sono i nostri vestiti. I pantaloni, i maglioni, le magliette: ognuno ha i suoi. Gambe lunghe, pantaloni lunghi; pance medie, pantaloni medi; braccia corte, maniche corte.

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Vorrei un mondo petaloso

Vorrei un mondo petaloso

Si, io vorrei un mondo petaloso. Avete capito bene, petaloso. Non lo sapete, che cosa vuol dire petaloso? Non l’avete mai sentita, questa parola? Ve lo spiego io, che cosa vuole dire. Immaginate una margherita. Gialla dentro, bianca fuori, con tanti, tanti petali. Ora, immaginate un papavero. Non è che voglio dire che siano brutti i papaveri, eh. Però di petali mica ne hanno tanti, come ne ha la margherita. Beh, la margherita è un fiore petaloso. Ecco, ora lo avete capito, vero, che cosa vuol dire petaloso?

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