Vita notturna

Ieri ho scoperto che di notte succedono tante cose. Mentre io dormo, tante persone fanno tante cose bellissime. Ci sono quelli che passeggiano, quelli che vanno con la macchina, quelli che chiacchierano, quelli che guardano la televisione, e pure quelli che mangiano. Eh sì, di notte si mangia. E io non lo sapevo.

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Ieri infatti ero un po’ stupito, perché sono successe delle cose un po’ strane: ho fatto la pappa, poi il bagnetto, poi mi sono messo il mio pigiamino. Poi ho giocato un po’, ed è arrivata la mia mamma e mi ha detto vienichemettiamolagiacca. Ma come la giacca, ho pensato io. Mica si va a dormire con la giacca! Pensavo che la mamma si fosse sbagliata. E invece no, abbiamo proprio messo la giacca. Io e pure lei. Poi mi ha messo nel passeggino, e siamo usciti. Sotto casa abbiamo incontrato il papà, che ha detto andiamoamangiarelapizza.

Abbiamo camminato per un po’ di tempo, e siamo arrivati in un posto in cui c’erano tante persone sedute che mangiavano. Aquestora? ho pensato io. Ero un po’ stupito, poi ho visto che hanno portato da mangiare pure a me, e la cosa mi è piaciuta. Ho mangiato una cosa speciale, che era solo per me. Buonissima. Così buona che me la sono mangiata tutta. E poi ne volevo ancora. Ma non si poteva, era ora di tornare a casa. Doveva essere già notte, perché anche il sole stava andando a dormire. Allora, ho pensato, quasi quasi mi guardo ancora un po’ in giro, per controllare per benino che cosa succede, e poi, magari, faccio un po’ di nanna pure io. Però poi ho deciso che, magari, potevo chiudere un attimo gli occhi, e vedere che succedeva.

E incredibile, quando li ho aperti era già ora di fare colazione!

Io leggo perché

Io leggo perché mi piace sentire le voci che mi raccontano di storie nuove e sconosciute, di principi coraggiosi e bellissime principesse, di animali buffi e divertenti, di paesi magici ed incantati.
Io leggo perché mi piace guardare le figure colorate, i disegni pieni di fantasia, le immagini allegre. Mi piace sentire e guardare la storia, tutto insieme.
Babies group reading booksIo leggo perché i libri hanno un sapore buonissimo, mi piace rigirarli tra le mani e cercare il lato migliore, per dare un piccolo morso.

Io leggo perché, quando mi leggono un libro, mi posso finalmente riposare dopo le fatiche della giornata. Rotolare, gattonare, alzarsi, camminare: ci vuole un po’ di tranquillità, dopo tutto questo movimento.

Io leggo perché mi piace sapere che, dopo la lettura, c’è la nanna: mi piacciono le cose sempre uguali, mi danno sicurezza. Io leggo perché, dopo aver letto un libro, si fanno sempre sogni bellissimi.

Io leggerò perché mi avranno insegnato quanto è bello leggere un libro. Perché me lo avranno fatto vedere, quanto è bello. Io leggerò perché sarà un bellissimo mondo per continuare a scoprire il mondo. E i mondi che non potrò visitare, li visiterò con i libri.

Dove vanno le mamme blogger

Le riconosci, le mamme blogger. Sono quelle che hanno le borse che fanno sempre drindrin, tiritiriti, lalalalalalalala. Perché dentro ci sono i telefoni. E quelli fanno sempre musichette e lucine. E poi compaiono, sullo schermo, uccellini e buste. Un continuo, da non poter stare mai tranquilli.

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E infatti loro non sono mai tranquille. Appena sentono un rumore, corrono subito a controllare. E se è successo qualche cosa di importantissimo? Loro lo devono sapere, subito. Subito, e prima di tutti. E poi, sono sempre a controllare i numeri. Perché tanto è bello. Anzi, tanti è bello. Tanti di tutto, l’importante è che siano tanti.

Per non parlare delle fotografie. Non si può mai fare niente senza prima fare una fotografia. Quando si mangia, si fanno le fotografie; quando si gioca, si fanno le fotografie; quando si fanno le passeggiate al parco, si fanno le fotografie. E mica una, eh! No, no, tantissime, perché tutto deve essere carino. Secondo me, persino quando si dorme, si fanno le fotografie. Che noia.

E poi, non parlano mica solo coi telefoni, le mamme blogger. No, parlano anche fra di loro, sempre con il telefono, però. Ohchebelloiltuobimbo, checarinalatuabimba, chebelvestito, guardalaborsa. Che noia. E pensate cosa succederà quando si incontreranno tutte insieme! Si, perché l’8 e il 9 maggio le mamme blogger vanno qui, al Mammacheblog. A Milano, per parlare, chiacchierare di mamme, bimbi e blog.

Almeno per due giorni, ce ne liberiamo!

 

Mamma, ti devo spiegare come funziona laggiù…

Cara mamma,

mi sa che te le devo spiegare io, un po’ di cose, perché mi sembra che tu sia un po’ confusa. Non riesco a capire come sia possibile: mi sta venendo il dubbio che tu sia fatta diversa, lì sotto. Altrimenti, non so proprio come mai tu sia così imbranata. Papà è molto più bravo invece. Mi spiace, mamma, ma papà sembra capirmi molto meglio.

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Io le vedo benissimo le facce che fai, tutte le volte che mi apri il pannolino. Mio guardi come se, lì dentro, avessi trovato delle cose che non ti aspettavi. Sembra che tu non sappia bene cosa fare, e come farlo. Ti comporti come ci fossero degli strano oggetti misteriosi, lì sotto.

Per non parlare, poi, di quando mi lavi. Ma allora, vuoi fare piano? Sui saponi per bimbi c’è scritto delicato, vorrà dire qualcosa, no? Ora, capisco che la pulizia è importante, e tu vuoi essere proprio sicura sicura che io sia bello pulito, però potresti fare piano? Te lo chiedo per favore. E poi, ti svelo un segreto, che ti può servire quando mi metti la crema: non scotta nulla laggiù, sai? Non è che se avvicini il dito ti bruci, eh?

Certo che, dopo tutto questo tempo, delle cose dovresti averle capite, però…Ah, tu stai aspettando che io impari a fare tutto da solo? E nel frattempo? Ah, chiedo a papà?

 

Con lo sguardo in su

In questi giorni me ne sono andato in giro per Milano con la mia mamma e il mio papà. Io nel mio passeggino mi sento proprio come un comandante di una nave, che controlla per benino tutto quello che succede. Non mi sfugge nulla, proprio proprio nulla. Guardo di qua, guardo di là, i miei occhi corrono da una parta all’altra, la mia testa gira veloce come la trottola che mi ha regalato ZiaM: va così veloce che mi faceva paura, quando ero piccolo.

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È che ci sono proprio tante cose da guardare: le persone che passeggiano piano piano come se non dovessero andare da nessuna parte, le persone che camminano veloce veloce come se tutti stessero aspettando loro, quegli strani cosi pelosi che vanno in giro a quattro zampe che mi sembra si chiamino cani. E poi: le case basse e colorate, con i fiori fuori dalle finestre, e le case alte alte, tutte lisce e luminose. Pensate che ce ne sono di così alte che non riesco nemmeno a vedere dove finiscono: si perdono nel cielo, tra le nuvole.

E poi gli alberi, con i fiori di tutti i colori: bianchi, rosa e violetti. E gli uccelli che volano nel cielo, e i piccioni che camminano per terra, che io rincorro sempre con il mio papà. Con la mamma no, perché lei non vuole mai correre. Pensate poi che a lei piacerebbe che io doirmissi ogni tanto, quando siamo a passeggio con il mio passeggino. Conquestabellaria, dice lei. Appunto, conquestabellaria, dico io. Ma come posso mai dormire, io? Devo controllare quello che succede. Perché a me non sfugge nulla, proprio proprio nulla. Mai.

Cosa mi è piaciuto, questa settimana

Io li ho sentiti, che lo dicevano. Che a Milano c’è la desain uic. Mah. Certe volte i grandi parlano proprio strano. Che cosa vuol dire desain uic, poi, io mica lo capisco. A dire il vero, non capisco nemmeno cosa vuol dire desain.

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Secondo me, a volte, i grandi non sanno mica tanto bene che cosa dicono. E dicono le parole che non capiscono, come desain. Però fanno finta di capirle, perché loro sono i grandi, e i grandi sanno tutto. Poi, certo, ci sono sicuramente i grandi che lo sanno, cosa vuol dire desain, e pure e desain uic, ma secondo me ce ne sono di più che non lo sanno. Se sapessi la risposta, e capissi se non mi stanno prendendo in giro, vorrei provare a chiedere che me lo spieghino, i grandi, a me che sono piccolo, che cosa è questo desain.

Però poi ho pensato che no, in fin dei conti per il momento non mi importa. Io sono piccolo, e faccio le cose da piccolo. E mi piacciono le cose da piccolo. Non quelle da grandi, o quelle che non capisco. Invece, mi piacciono le cose che capisco. Come i prati con i fiori. Questi sì che mi piacciono. Per il desain, c’è tempo.