Liebster Award per me!

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Ho ricevuto un premio, di quelli che ricevono i grandi. Non so bene perché ho ricevuto questo premio: mi sa che sono stato bravo, a fare qualche cosa. O almeno, che sono stato bravo, lo dice lei, qui. Quindi deve essere vero.

Ora, lei dice anche che devo rispondere a delle domande, che sono queste. Sono un po’ difficili per me, che sono piccolo, quindi magari qualche volta faccio un po’ a modo mio, va bene lo stesso, vero?

– L’episodio più tragicomico della tua vita
Le prime parole che ho sentito sono state urcachegrosso. Dite che va bene?

– La fiaba che ti rappresenta di più e perché
Superman. Non devo mica spiegarvi anche perché, vero?

– Cosa volevi fare da piccolo? La maestra? L’astronauta?
Da piccolo, il bambino. Da grande, il mio papà. Perché trova sempre la cena pronta e i calzini puliti nel cassetto.

– Tu non sai cos’è l’Amore, diceva Carver…e tu lo sai? Me lo descrivi nelle mitiche 3 parole?
Mamma, papà, Filippo

– La vostra paura più grande.
Che il biberon finisce e io ho ancora fame…

– Scrivere su un blog: “sfogo personale” o “supporto sociale”?
Per raccontare tutte le mie avventure! Perché non esistono mica solo le mamme blogger, eh!

– L’insegnamento più importante che vorresti passare a tuo figlio
Questa è difficile, eh. Mi sa che devo chiedere aiuto alla mamma.
Ha detto che non lo sa nemmeno lei, che è una domanda troppo difficile perché si possa dare una risposta giusta.

– Il sogno nel cassetto che vorresti realizzare.
Ora, imparare a camminare da solo. Così me ne posso andare dove voglio. Perché è importante, avere la possibilità di andare dove si vuole.

– La canzone che ti dà la carica!
Hakuna Matata. Senza pensieri. Mi piace che sia così.

– Ti senti più adulta o bambina?
Un piccolo, grande bambino.

Ora scusatemi tanto, ma io devo tornare a giocare. Magari finisco la prossima volta, eh…

Buongiorno mondo!

A me, il mattino, piace svegliarmi presto. E infatti io mi sveglio presto, quando mamma e papà ancora dormono, e li sveglio. Faccio un po’ di rumore, per far capire che ci sono, e che sono sveglio. Poi mi rigiro in po’ nel letto, sulla pancia, sul fianco e sulla schiena, e mi riaddormento.

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Quando mi sveglio, per davvero, mi piace allungare le gambe e le braccia, che sono rimaste ferme tutta la notte. Beh, proprio ferme ferme direi di no, che a me piace muovermi e rotolarmi, anche di notte. Però, ecco, sono state un po’ più ferme che di giorno. E allora le allungo per benino, per dare il buongiorno anche a loro.

Poi, quando sono ben sveglio, mi metto sulla pancia, tiro su il sedere, allungo le braccia verso le sbarre del lettino, prima una e poi l’altra, le tengo forte e mi tiro su, per mettermi in piedi. E poi butto il ciuccio di fuori, più lontano che posso: qualche volta lontano ci arriva davvero, qualche volta mi sbaglio e mi cade sui piedi. Pazienza, succede di sbagliare, no?

A quel punto, devo solo svegliare quei due là, che continuano a dormire come se fosse notte. Ahahahahahahahahaha! Uhuhuhuhuhuhuh! E ancora, ohohohohohoho! Alla fine qualcuno arriva. Non proprio veloce, eh, ma arriva. Bisogna avere un po’ di pazienza, con quelli.

Ma come fanno a non capire che io ho tantissime cose da fare?

Sempre più in alto

Io ho imparato a fare una cosa difficile, una cosa da veri bambini grandi. Ho imparato ad alzarmi da solo. Tutto da solo, mi metto dritto come un soldatino. Non mi serve che mi aiuti nessuno, faccio tutto da me. Mi serve solo qualcosa a cui appoggiarmi.

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Ma mi va bene tutto: le sbarre del mio lettino, i cuscini del divano del salotto, il bordo del letto di mamma e papà, le gambe delle sedie. E poi, i ripiani dove sono appoggiati i miei giochi, che qualcuno, qualche volta, cade; i cassetti con dentro tutti i miei vestiti, prima che finiscano sul pavimento; e quello strano oggetto che c’è nel bagno, da cui, se tiri piano piano quel pezzetto che luccica, esce persino l’acqua. A volte calda, a volte fredda, vai un po’ a capire perché.

A me piace così tanto stare in piedi, che ci starei sempre. Giocare in piedi è molto più bello che giocare seduti, volete mettere? Certo, bisogna fare attenzione a non perdere l’equilibrio, ché il pavimento è duro se ci sbatti la testa, ma anche quello fa parte del gioco, no?

Una cosa che mi piace tanto è quando io sono in piedi e la mamma si avvicina a me e si fa piccola piccola, così piccola che diventiamo alti uguali. Poi mi guarda negli occhi e mi da un bacetto sulla fronte. E io finalmente riesco a tirarle i capelli! Mi serve per restare in piedi, eh!

I re della lavatrice

A noi piace molto fare la lavatrice. Ci piace così tanto che la facciamo quasi tutti i giorni. Io e la mia mamma, intendo. Lei prende quel grande cesto con dentro le cose da lavare e lo porta in bagno,  vicino alla lavatrice. Io la seguo velocissimo, cercando di non distrarmi troppo lungo il percorso. Eh sì, perché tra la mia camera e il bagno rischio sempre di incontrare cose interessanti, ma cerco di resistere.

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E così, eccomi davanti ad una lavatrice piena di cose colorate, pronte a cominciare a girare veloci. Ma prima, il detersivo: quello per le macchie grandi, quello per i maglioni morbidi, quello per le magliette colorate, quello per i body bianchi. E poi, bisogna stare attenti al profumo, che mica le cose possono venire fuori dalla lavatrice senza profumo. Insomma, difficilissimo, trovare quello che vada bene per tutto.

Ma poi, schiacci il bottone, e via: inizia a girare. Il tempo di un pisolino, e tutto è pronto per essere steso. Mille mollette colorate, mille fili e mille cose pulite e profumate, tutte in fila. Ad asciugarsi al sole e all’aria. Pronte per nuove macchie. Sennò, come facciamo a fare la lavatrice tutti i giorni?

Per fortuna, ci aiuta Dr. Beckmann, che di macchie se ne intende. E che sa come fare, per evitare che le mie magliette diventino tutte rosa. Perché fa i foglietti magici che fanno ritornare le cose del loro colore. E quelle bianche, ancora più bianche. Capito, mamma?

Cosa mi è piaciuto, questa settimana

Ci sono cose che noi bambini non abbiamo conosciuto, e forse non conosceremo mai. Perché noi siamo bambini fortunati, e anche le nostre mamme e i nostri papà lo sono. Come fortunati sono i nostri nonni. Però io so che ci sono dei signori e delle signore vecchi vecchi, con i capelli bianchi, o forse anche qualcuno senza capelli, che ci hanno aiutato ad essere fortunati.

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Sono signore e signori che hanno faticato, per farci bambini fortunati. Che hanno sudato, che hanno corso, che sono scappati, che si sono nascosti. Come se avessero fatto le corse con gli amici nei prati, ma senza giocare. Come se avessero giocato a nascondino, ma senza giocare. Perché a volte alcune cose si possono solo fare per finta. Perché a volte le cose sono difficili, anche per i grandi.

E noi, bambini fortunati, dobbiamo ringraziare quei signori e quelle signore vecchi vecchi, che ci hanno fatto, oggi, bambini fortunati. Perché forse, per loro, essere bambini è stato più difficile, ed è stato difficile anche essere mamma e papà. Perché per loro non è stato tutto facile, come è per noi. Noi, che fortunati lo siamo nati. Loro, che fortunati lo sono dovuti diventare.

Fai bei sogni

I bambini fanno i sogno belli. Quei sogni che ti fanno sorridere mentre dormi. Quei sogni che ti sembra di essere un piccolo supereroe, che ti fanno correre mentre dormi. Quei sogni che ti fanno rivivere le avventure che hai vissuto durante il giorno, che ti fanno ricordare mentre dormi.

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I bambini si addormentano sereni nel proprio lettino, ascoltando una mamma che canta la ninna ninna o un papà che legge una storia. I bambini si addormentano soddisfatti nel lettone, proprio proprio in mezzo, tra una mamma e un papà che devono dormire in un angoletto. I bambini si addormentano felici abbracciati ad un orsetto di peluche, caldo e morbido morbido.

I bambini amano svegliarsi presto la mattina, dopo aver fatto i sogni belli. Aprono gli occhi e cominciano a rotolarsi nel letto. Dopo aver stiracchiato le gambe e allungato le braccia, si attaccano alle sbarre del lettino e si mettono in piedi, come dei piccoli soldatini. Con un gran sorriso, cominciano a fare rumore, perché è arrivata l’ora della colazione!

Allora, state ancora dormendo, voi grandi?