La regina del parcheggio

Cara mamma,

devo dirti una cosa, promettimi che non ti arrabbi: tu, a guidare la macchina, non sei mica tanto capace. Ci sono delle cose in cui sei più brava. Quasi tutte, direi.
Va bene, malamacchinaègrande, nonlhomaiguidataprima, questemacchinemoderne. Hai anche tu le tue ragioni. Però, a guidare, non sei mica tanto capace lo stesso.

MACCHININE

 

Già siamo partiti male, perchè non ti ricordavi più dove avevi parcheggiato la macchina: ci abbiamo messo dieci minuti, a trovarla. Siamo andati fino in fondo alla strada, per poi scoprire che era sotto casa. Poi, dovevi andare indietro, e invece la macchina è andata avanti. E no, non era colpa sua, mamma. Sei tu che le hai detto di andare avanti, non dire bugie. Io ti capisco, perchè anche io vorrei tanto andare in avanti e invece va a finire che vado sempre indietro; però non dico che è colpa del pavimento.

Quando dovevi girare, hai lavato il vetro davanti, e pure il signore con la bicicletta che ci è passato vicino. Non ha fatto la faccia contenta, sai? E poi non capivi perchè la macchina si è spenta da sola, quando aspettavamo la lucina verde per partire: lemacchinemoderne, eh? E lì hai fatto arrabbiare qualche altro signore, prima di capire come fare per ripartire.

E comunque mamma, non ti preoccupare: che non riuscivi a mettere la tua macchina dove c’era quella macchina grande grande che aveva dentro tante persone non lo dico a nessuno, va bene?

 

La legge della mamma

La mia mamma mi ha insegnato che ci sono delle leggi che si devono sempre rispettare. Sono le leggi della mamma. E la mamma è il capo.

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Non si può ciucciare il pollice. Per nessuna ragione. Perché altrimenti si stortano i denti. Ma quali denti, che ne ho due, piccoli piccoli. Perché altrimenti ci si abitua. E che problema c’è? Perché altrimenti c’è il ciuccio. Ma il dito è più buono. No, il ciuccio, che è buonissimo. E pazienza…

Si mangia tutta la pappa. Ma proprio tutta. Il problema non è tutta, il problema è la pappa. Con tutte le cose che ci sono da mangiare, non posso mangiare una di queste? È che a me le cose tutte mischiate non mi piacciono proprio. Capisco che così lì dentro c’è tutto, però non si potrebbero avere le cose divise, così si capisce cosa si mangia? Ah lo ha detto la pediatra…

Non si frigna. Mai, mai, mai. Per nessun motivo. Perché non c’è motivo di frignare. Mai, mai, mai. Frignare non serve a nulla. Mai, mai, mai. Si possono trovare degli altri modi, piuttosto che frignare. Anche se frignare di solito funziona?

Poi ci sarebbero anche le leggi del papà. Ma quelle non sono importanti. Così dice la mamma. Che è il capo.

Cosa mi è piaciuto, questa settimama

Durante le giornate di sole, le persone si mettono delle strane cose sopra il naso che servono a coprire gli occhi. Non ho capito bene come facciano a starsene su senza cadere: devono essere quelle bacchettine lunghe che si mettono sopra le orecchie.

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Qualche giorno fa sono andato a fare una bella passeggiata nel mio passeggino con la mia mamma e il mio papà. Era proprio una bella giornata, con un sole tondo e grande che mi scaldava la faccia. Tutto bello, però gli occhi mi davano un po’ fastidio. Con tutta quella luce, non c’ero abituato.

Allora mi sono messo pure io gli occhiali da sole, come i grandi. Sono bellissimi: arancioni e blu, tondi. Mi sentivo bellissimo pure io. Seduto nel mio passeggino, con gli occhiali da sole sul naso, il mio ciuccio in bocca sembravo un attore famoso. Mi guardavano tutti, e tutti mi sorridevano. E io riuscivo a guardare per benino, senza che il sole mi desse fastidio. Qualche volta ho anche fatto dei sorrisi. Stando attento a non perdere il ciuccio, però.

 

La primavera a Milano

Ora che ho scoperto cos’è, ho scoperto che mi piace, la primavera. Si, mi piace la primavera. La primavera a Milano.

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Mi piace alzarmi la mattina con il sole che mi guarda dalla finestra, e viene a trovarmi nel mio lettino, svegliandomi. So che il sole va a trovare anche mamma e papà, ma con loro non funziona, non si svegliano. Allora lo faccio io.

Mi piace fare il bagnetto quando il sole si prepara a fare la nanna, e fa diventare il cielo di tutti i colori: giallo, rosa, rosso, viola. Mi piace guardarlo dalla mia finestra, e prepararmi per la nanna anche io.

Mi piace uscire a passeggio con la mia mamma e il mio papà, fare merenda al parco insieme a tante persone che sono anche loro a passeggio. Si, perché quando è primavera compaiono tutte le persone che in inverno si erano nascoste, e io non so proprio dove erano state.

Mi piace andare al bar, in uno di quei bar con i tavolini al sole, e mangiare le cose che mangiano i grandi. Mi piace il gelato, quel gusto che assomiglia al latte, ma è freddo.

Mi piace vedere gli alberi, che prima erano magri di rami e ora stanno diventando ciccioni di foglie. E poi di fiori: grandi, piccoli, bianchi, rosa, gialli. Mi piacciono perché sono allegri, e a me piacciono le cose allegre.

Mi piace il cielo, azzurro. Perché in primavera non è azzurro e basta. Ci sono giorni in cui è azzurro azzurro azzurro. E mi piace vedere le montagne, con le punte ancora bianche, vicino al cielo azzurro.

Mi piace andare in giro a scoprire posti nuovi, perché con il sole, i fiori e il cielo azzurro mi viene voglia di scoprire quante cose belle ci sono vicino a me. Mi piace andare in giro a guardare le persone, perché con il sole, i fiori e il cielo azzurro le persone sono felici.

E a me piacciono le persone felici.

 

 

Fammi crescere i denti davanti

“Fammi crescere i denti davanti, te ne prego Bambino Gesù, sono due ma mi sembrano tanti, son caduti e non crescono più.”

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Allora, devo fare delle precisazioni: sono due ma mi sembrano tanti. Ma due sono tantissimi! Io ne ho solo due, ed averne altri due vorrebbe dire averne il doppio. Pensateci un po’, voi che ne avete trentadue, cosa fareste con sessantaquattro! Meglio che il Tirannosauro che ho visto sul libro degli animali! Potrei finalmente mangiare la pasta dei grandi, mica quelle robe per bambini che non sanno di niente!

E poi: son caduti e non crescono più. Ma che caduti, a me stanno solo crescendo. Sono giorni e giorni che spingono per uscire, ma hanno sempre trovato la porta sbarrata. Ora forse si stanno decidendo a lasciarli scendere, prima uno e poi l’altro. Intanto, non potete immaginare il prurito. E il problema è che non riesco mica a grattarmi tanto bene. E anche quando mi gratto, il prurito continua. Insomma, una bella scocciatura.

Ma comunque, fatemi capire: dopo tutta questa fatica, ‘sti denti cadono pure?

Altezza mezza bellezza

Io sono alto settantadue centimetri, se mi allungo per benino forse anche settantatre. Quando sono nato ero lungo cinquanta: sono cresciuto, eh? Ora che sto diventando un piccolo gigante, mi piace guardare il mondo dall’alto. Per questo voglio stare sempre in piedi.

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Così riesco a vedere tutto, anche le cose che sono lontanissime. Non mi sfugge nulla, posso tenere tutto sotto controllo. Guai a cercare di farmi sparire le cose sotto il naso, me ne accorgo in un attimo. E non provate nemmeno a spostare qualcosa, lo vedo subito.

Se ci pensate c’è una bella differenza fra stare seduto e stare in piedi. Nel mio caso saranno almeno trentacinque centimetri. Non sono mica pochi, eh! Da seduto poi si possono vedere solo quei giochini che ti mettono davanti, quelli con cui vogliono farti giocare: non si vede mica tutto il resto, che di sicuro è molto più bello!

Pensate poi che meraviglia quando riuscirò anche a spostarmi, per andare dove voglio. Nulla mi potrà più fermare. E allora sì che sarà divertente. Per tutti.