Cronaca di una mattinata di mare

Cronaca di una mattinata di mare

Andiamo al mare? No. Come no? Io no voio andare al mare. E che cosa vuoi fare? Voio stare a casa. No io ci voglio andare al mare, mamma. Devo fare i tuffi. E io no voio. Ma dobbiamo cercare le conchiglie. Va bene, voio.
Perfetto, allora andiamo. Mi scappa la cacca! Ma come, adesso ti scappa? Tantissimo mi scappa. Va bene, vai. Ti aspettiamo qui. Io ho sete, mamma. Voio acqua fredda. Ecco a te un bicchiere di acqua fredda. Possiamo andare, adesso? Si, andiamo.

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Come guidare il camion dei pompieri

– Ehi, mamma
– Dimmi, Filippo
– Ho pensato che non voglio più farlo
– Che cosa è che non vuoi più fare, Filippo?
– Da grande, mamma, non voglio più farlo
– Va bene, Filippo. Ma che cosa non vuoi più fare?
– Non voglio più fare quello che guida il camion della spazzatura
– Ah, no?
– Eh no, mamma.
– E perché no, Filippo?
– Perché non lo voglio guidare più, il camion della spazzatura!
– E che cosa vuoi guidare, Filippo?
– Il camion dei pompieri!

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La pipì nel water

La pipì nel water

– Eccoci qua, Sofia. Facciamo la pipì?
– Tu?
– Ecco, no, ho sbagliato la domanda. Fai la pipì, Sofia?
– No, mamma. Io no cappa la pipì, mamma. Io mi siedo qui, su gabello, e tu ti siedi sul vatern. Poi mi leggi mio libo, va bene?
– Ma io non devo fare la pipì, Sofia. Io l’ho appena fatta la pipi’, Sofi.
– Nel vatern?
– Si Sofia, l’ho fatta nel water. Che ne dici di farcela anche tu, adesso, la pipì nel water?
– No

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Le coccolatrici

Le coccolatrici

Si chiudono le tende, e si fa buio. Si scaccia fuori il sole, proprio nel momento in cui fa più luce. Si preparano i cuscini, e i peluche da abbracciare forte. Si cerca il proprio posto, e ci si siede per poi sdraiarsi nella posizione che più piace. Si ascolta la storia, una diversa ogni giorno. E poi arrivano, arrivano loro.

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