#lodiceSofia: dolore

#lodiceSofia: dolore

Lo vedo, quando arriva. Vedo le dita dei piedi che si aprono. Vedo le gambe che si allungano, dritte dritte, come se volessero arrivare lontano. Vedo la pancia che diventa dura, come se fosse fatta di cemento. Vedo i pugni che si chiudono, e le dita diventare rosse. E poi non lo vedo, ma è come se lo vedessi: la fronte che si riempie di rughe, gli occhi che si stringono, la punta del naso che va su e giù, gli angoli della bocca che tremano.

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Le bolle di sapone

le bolle di sapone

Apri il barattolino, girando piano piano. Tiri fuori il bastoncino, prima dritto e poi tondo. Poi lo rimetti dentro, così si riempie di sapone. E lo tiri fuori di nuovo, tutto pieno di sapone. Poi lo avvicini alla bocca, dritto davanti a te. E ti prepari, ti prepari a soffiare.

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Luci sul tetto

luci sul tetto

Due luci sul tetto. Gialle e tonde. Che girano. E girando, prima si vedono e poi non si vedono. Le ha accese per me, che guardavo con gli occhi spalancati e la bocca aperta. Le ha accese per me, il signore che guidava quello strano camion. Le ha accese prima di portarsi via la macchinina grigia. 

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